volate, cadute e sogni di una bambina che punta in alto
di/con Daniela Bises – a seguire, parliamo con la Corridora (Morena Tartagni
Venerdì 27 novembre 2026 al Centro Culturale TeZe (Bentivoglio)
L’evento è pensato per coinvolgere le giovani generazioni sul tema “sport e stereotipi”: sembra un tema vecchio, di cui si è già parlato e straparlato, eppure proprio gli stereotipi legati al corpo ideale o al genere nello sport continuano a colpire infanzia e adolescenza. Bambine e bambini, adolescenti, persone, si sentono dire ancora che i loro corpi sono troppo grassi, bassi, esili; poco abili, poco adeguati, troppo “qualcosa” per uno sport o per l’altro; o che magari “sembrano femminucce”, non sono forti “come lo sono i maschi”, o che non possono partecipare perché “questo sport è da maschi/da femmine”.
Lo sport è micromondo e specchio in cui si mostrano pregiudizi antichi che si vestono di attualità con la pretesa di escludere, emarginare, diminuire le possibilità di chi non parrebbe avere il fantomatico corpo o genere ideale. Come se non bastasse una divisa sportiva a caratterizzare individui e squadre che competono, ma fosse necessario uniformare i corpi, che dovrebbero tutti somigliarsi se si vuole vincere ed eccellere.
Ecco allora che diventa necessario portare alla ribalta personaggi che quegli stereotipi li zittiscono mostrando che con impegno, dedizione, talento, e – certamente – ostinazione e determinazione ogni corpo e quindi ogni persona può raggiungere obiettivi, vette, traguardi. Chi è giovane si rivede in atlete e atleti non conformi in partenza, ma che ce l’hanno fatta. Chi è giovane pensa: se ce l’ha fatta quest’atleta, posso anche io!
Ecco perché Morena Tartagni: con la sua forza di volontà ha messo a tacere chi non credeva possibile che l’Italia potesse gareggiare a livello professionale e internazionale con donne cicliste. E’ salita sui podi più importanti, e per prima ha vinto medaglie fondamentali per il suo sport.
Ma è andata oltre a questo, perché il suo impegno ha superato i contorni della sua bicicletta da corsa e si è riversato nella pratica quotidiana. Possiamo dire che in ogni azione Morena ha avuto sempre l’obiettivo di migliorare la condizione delle persone, soprattutto delle donne e delle sportive, perché il gap di trattamento tra maschile e femminile era ampissimo quando lei era giovane, ma ancora esiste.
La storia di Morena, inoltre, mostra non solo il bello, non solo il successo, ma anche i fallimenti, l’incredibile fatica, la forte solitudine di quando si ha paura di non farcela. Dà luce alla forza come alla fragilità. Ed è importante anche vedere queste facce del diamante, per non rischiare di pensare che a farcela è solo chi non inciampa mai.
Lo spettacolo teatrale si chiude con un incontro con Morena Tartagni, che da diversi anni è invitata a parlare della sua storia in scuole, librerie, biblioteche; sarà possibile farle domande, ascoltare suggerimenti, aneddoti anche divertenti e poco noti.
Prima dello spettacolo – incontro di avvicinamento e preparazione. Durante il primo incontro con i gruppi classe Daniela Bises racconterà qualcosa di Morena, giusto per introdurre il tema stereotipi e sport. Attraverso semplici attività si rifletterà insieme a ragazze e ragazzi sulle loro esperienze, per vedere quanto la loro quotidianità sia ancora toccata da commenti che spesso sono fatti passare per ironici ma sono in tutto e per tutto figli di quegli stereotipi e pregiudizi antichi dei quali fatichiamo a liberarci; se il gruppo risponderà bene, si inizierà a compilare alcune domande “generiche” che potranno essere rivolte a Morena il giorno dello spettacolo.
Durata: 2 ore
Secondo incontro – raccogliamo le idee, pensiamo all’oggi e al domani.
Durante il secondo incontro, che si terrà dopo la visione dello spettacolo, si prenderà del tempo per tornare insieme sulla storia e riflettere su ciò che ha suscitato in ciascuno e ciascuna. Attraverso attività ispirate alla pratica teatrale, si esplorerà come sia possibile trasformare i contesti in cui viviamo in luoghi più accoglienti e , capaci di contrastare commenti e comportamenti che feriscono perché fanno leva sulle nostre fragilità, sulle caratteristiche dei nostri corpi o della nostra identità. Ci si interrogherà su come sia possibile riconoscere e mettere in discussione quei meccanismi che portano a escludere qualcuno da uno sport – o da qualsiasi altro contesto – solo perché non corrisponde a ciò che altre persone definiscono, arbitrariamente, come “normalità”.
Durata: 2 ore
Data e sede (da definire).
Target: classi seconde/terze della scuola secondaria di primo grado della scuola “Giuseppe Ungaretti” IC San Giorgio di Piano (Bentivoglio)
Luogo dello spettacolo: CENTRO CULTURALE TE:ZE -Via Berlinguer, 7 – Bentivoglio
Data: venerdì 27 novembre 2026 in orario scolastico